La Storia

Le Orme
La Nuova Formazione de Le Orme
Paese d’origine Bandiera dell'Italia Italia
Genere Beat(1966-1970)
Rock psichedelico(1966-1970)
Rock progressivo(1971-1978; 1996-oggi)
Musica da camera(1979-1980)
New wave(1983-1990)
Periodo di attività 1966in attività
Etichetta CAR Juke Box
Philips Records
DDD
Baby Records
Tring
Crisler
Album pubblicati 28
Studio 18
Live 5
Raccolte 5
Sito web

Le Orme sono un gruppo musicale di rock progressivo italiano nato negli anni sessanta come gruppo beat. Convenzionalmente rappresenta con la Premiata Forneria Marconi e il Banco del Mutuo Soccorso la punta di diamante del progressive italiano, nonché uno dei gruppi che ha goduto maggiore visibilità all’estero. Negli ultimi anni il gruppo ha partecipato ad alcune tra le più importanti rassegne mondiali del genere.

Il periodo beat-psichedelico: 1966-1970

La nascita e l’origine del nome

Il primo nucleo del gruppo si formò a Marghera, periferia industriale di Venezia, su iniziativa del chitarrista veneziano Nino Smeraldi e del ventunenne muranese Aldo Tagliapietra, fresco di vittoria di un concorso per giovanicantautori e insoddisfatto del gruppo dove suonava, i “Corals”, la tipica cover band della fine degli anni sessanta. Fu così che fondarono Le Orme, insieme al bassista Claudio Galieti e al batterista Marino Rebeschini.

Il gruppo aveva inizialmente scelto di chiamarsi “Le Ombre”, in omaggio agli inglesi Shadows, passione comune del gruppo, ma secondo la versione ufficiale, i quattro optarono invece per “Le Orme”, per evitare ironici doppi sensi, in quanto “ombra” in lingua veneta significa anche “bicchiere di vino” (dal veneto n’ombra de vin, appena un po’ di vino). Inoltre all’epoca già esisteva in Veneto un gruppo emergente con quel nome[1].

I primi singoli e Ad Gloriam

Rifiutata dalla Emi per la quale aveva fatto un provino, questa prima formazione incise un unico singolo, Fiori e colori (1967), prodotto da Tony Tasinato per la CAR Juke Box del maestro Carlo Alberto Rossi. Il singolo, secondo la moda dell’epoca, fu inciso anche in lingua inglese col titolo Flowers and Colours.

Appena un giorno dopo la pubblicazione, Rebeschini abbandonò il gruppo per adempiere agli obblighi di leva e venne sostituito alla batteria da Michi Dei Rossi, proveniente dal gruppo degli Hopopi, all’epoca il gruppo di punta della scena veneziana, i quali avevano appena partecipato al Festival Beat di Liverpool su invito dei Los Bravos.

Nel 1968 Le Orme, acquisita una certa fama grazie alle loro esibizioni dal vivo nell’allora rinomato locale Piper di Roma, incisero un nuovo singolo, Senti l’estate che torna. Con questo pezzo, anch’esso pubblicato pure in inglese col titolo Summer Comin’, parteciparono al concorso canoro “Un disco per l’estate”: per questa partecipazione fu ingaggiato un nuovo musicista, il tastierista Tony Pagliuca, fondatore dei disciolti Hopopi.

Alla fine dello stesso anno i cinque entrarono in sala di incisione per registrare il disco di debutto, Ad gloriam. Come diceva il titolo, il 33 giri fu inciso solamente “per la gloria”, in quanto i cinque erano ben consci che l’operazione era rischiosa e che l’opera avrebbe avuto uno scarso riscontro commerciale, come infatti avvenne, e questo causò la fine dei rapporti con la CAR.

La svolta alternativa

Nel 1969 gli obblighi di leva costrinsero anche Galieti all’abbandono: fu lo stesso Tagliapietra a sostituirlo al basso. Dei Rossi, anch’esso chiamato alle armi, rimase comunque in formazione, venendo sostituito per un breve periodo da tale Dave Baker, un inglese, con il quale incisero prima il singolo Irene e quindi un singolo con due cover decisamente inconsuete per l’epoca, almeno in Italia: una breve riproposizione del Concerto brandeburghese n. 3 di Johann Sebastian Bach e Blue Rondò à la Turk, standard di Dave Brubeck.

L’incisione di questo singolo rappresentò, di fatto, la genesi del rock progressivo italiano, ma fu pubblicata solamente nel 1973 in quanto nel 1969 non fu considerato adatto al pubblico italiano. Questi due pezzi segnarono inoltre la svolta musicale del gruppo che abbandonava così per sempre le facili note del Beat.

In quel periodo il gruppo incise e pubblicò altri 45 giri, i quali furono raccolti in L’aurora delle Orme, una sorta di compilation che, essendo uscita senza l’autorizzazione del gruppo, fu presto ritirata dal mercato: verrà ripubblicato solo molti anni dopo.

Le divergenze di opinione tra Pagliuca, che voleva incentrare il suono del gruppo sulla tastiera e Smeraldi, che voleva invece puntare sulla propria chitarra solista, fu la causa dell’uscita di quest’ultimo.

Smeraldi non fu sostituito, e così il gruppo in breve tempo si trovò da quintetto a terzetto, ovvero in quella che viene generalmente identificata come la “formazione classica”: Tagliapietra al basso, chitarre e voce, Pagliuca alle tastiere e Dei Rossi alla batteria.

Il periodo progressive: 1970-1978

Dopo l’uscita di Smeraldi, Pagliuca è il primo dei musicisti italiani ad intuire che la musica beat è ormai al tramonto e che il nuovo pop sinfonico proveniente dall’Inghilterra sarà a breve un successo anche in Italia. Ne avrà conferma nel suo primo viaggio a Londra dove incontra Armando Gallo, giornalista-fotografo della rivista specializzata Ciao 2001, che lo introduce nella Londra post Beatles popolata da gruppi come Quatermass, Nice, Yes, e Emerson, Lake & Palmer. Tornato a Venezia convince i compagni de Le Orme (Aldo Tagliapietra e Michi dei Rossi) a sperimentare e sviluppare nuovi linguaggi musicali. Ne nasce anche un viaggio all’Isola di Wight, per “toccare con mano” la nuova onda rock al Festival del 1970.

Collage e Uomo di pezza

Il terzetto cambiò quindi casa discografica, passando prima alla Telegram (un’affiliata della Phonogram) e quindi alla Philips, con la quale realizzò il singolo Il profumo delle viole e, nel 1971, l’album Collage.

Il disco, realizzato con l’apporto decisivo del produttore Gian Piero Reverberi, e molto influenzato dall’ascolto dei Quatermass, è convenzionalmente considerato il primo disco di rock progressivo italiano, e fece da apripista a questo “nuovo” genere musicale che da lì a pochissimo tempo avrebbe imperversato in tutto il paese.

Il disco è caratterizzato dalle sonorità tipiche del genere con utilizzo massiccio di tastiere. I brani Era inverno e Morte di un fiore parlano rispettivamente di prostituzione e di una morte violenta (dovuta forse a overdose): sarà una caratteristica piuttosto costante del gruppo il voler affrontare, con le proprie canzoni, tematiche scottanti o, all’epoca, piuttosto tabù.

Nel 1972, dopo un periodo di riposo in Sardegna, Le Orme realizzarono l’album Uomo di pezza, una sorta di concept album che sarà uno dei loro maggiori successi, e il primo loro disco d’oro. Questo soprattutto grazie al 45 giri Gioco di bimba, che affronta il tema dell’abuso sessuale perpetrato nei confronti di una ragazza molto giovane, che fa da contraltare ad un canto e ad una sonorità trasognati e fiabeschi. Una novità portata da questo disco è la copertina, per la quale per la prima volta in Italia viene ingaggiato un pittore, Walter Mac Mazzieri[2]. Nello strumentale Alienazione emerge a pieno l’influenza di gruppi come Emerson, Lake & Palmer.

A partire dal dicembre dello stesso anno Peter Hammill, leader dei Van Der Graaf Generator, partecipò come ospite fisso nel tour teatrale del gruppo.

Felona e Sorona e Contrappunti

Copertina di Felona e Sorona

Nel 1973, anno d’oro del rock progressivo, anche Le Orme pubblicarono il loro primo vero e proprio concept album: Felona e Sorona, disco a tema cosmico su due pianeti opposti e complementari. Questo 33 giri conquistò velocemente i primi posti nelle classifiche di vendita italiane, valendo a Le Orme il secondo disco d’oro. Oggi è considerato da molti come il vertice artistico del gruppo, anche se all’epoca una parte della critica musicale lo bollò come “ingenuo”.

Le Orme nel 1973 con i Genesis: sopra Dei Rossi,Mike Rutherford, Steve Hackett, Peter Gabriel eTony Banks; sotto Pagliuca, Tagliapietra e Phil Collins

Una versione in inglese, con testi di Peter Hammill, fu pubblicata nello stesso anno dall’importantissima etichetta discografica Charisma, con la quale pubblicavano giganti del rock progressivo come i già citati Van der Graaf Generator o i Genesis. In seguito pare che Hammill disconobbe l’operazione, che ha tra le sue pecche la difficoltà di rendere in inglese il significato dei testi e l’interpretazione non sempre convincente di Tagliapietra al canto.

Il disco ebbe un certo riscontro nel mercato inglese, e Le Orme arrivarono così al loro primo tour nel Regno Unito, suonando tra l’altro al celebre Marquee Club.

Fu in quel periodo di grande successo per il gruppo che la CAR Juke Box, vecchia casa discografica del gruppo, pensò di battere il ferro finché fosse caldo pubblicando il singolo Concerto n. 3/Blue rondo à la Turk inciso nel 1969: il disco riscosse un discreto successo, nonostante l’opposizione del gruppo che però, dal punto di vista legale, non poté procedere in alcun modo.

Il 17 gennaio 1974 Le Orme suonarono al Teatro Brancaccio di Roma: l’esibizione fu registrata da un personaggio conosciuto con lo pseudonimo di Ronny Torpe, il quale propose ai discografici di pubblicare la registrazione. Il gruppo, inizialmente contrario all’idea, fu convinto dalla promessa poi non mantenuta di vendere il disco a prezzo ridotto. Dalla versione finale del disco, il primo live in assoluto della storia del rock progressivo italiano, furono eliminati alcuni brani mal registrati, salvando però l’inedito in lingua inglese Truck of Fire, che non sarà mai inciso in sala di registrazione.

Dopo un viaggio di Pagliuca, Tagliapietra e Reverberi all’isola di Ceylon viene inciso Contrappunti, album che segna una nuova svolta nel sound del gruppo, che ne esce più oscuro e ricercato. Il disco piacerà più ai critici che al pubblico; il brano Aliante in esso contenuto verrà utilizzato come sigla del programma televisivo La fede oggi.

Tra i brani presenti Frutto acerbo parla di pubertà, mentre La fabbricante d’angeli è un brano che prende posizione contro l’aborto clandestino, e implicitamente dunque a favore di quello legale[3], nonostante i componenti del gruppo si siano sempre dichiarati cattolici, scelta che hanno pagato in termini di popolarità tra il pubblico più politicamente estremista.

La fase in chiave rock

Copertina di Smogmagica

Nel 1975 fu pubblicata negli Stati Uniti una raccolta dal titolo Beyond Leng: i brani, pur essendo in versione originale, vengono titolati in inglese.

L’insuccesso commerciale di Contrappunti aveva però lasciato il segno: per riconquistare popolarità il gruppo dovette perciò scendere a compromessi con la casa discografica e partecipare alFestivalbar del 1975 con l’orecchiabile singolo Sera, inedito su LP. Una breve crisi interna al gruppo terminò con la decisione, inizialmente osteggiata da Tagliapietra, di ingaggiare un chitarrista.

La scelta cadde sull’allora sconosciuto ventiquattrenne trevigiano Tolo Marton: con lui alla chitarra elettrica e all’armonica venne inciso, a Los Angeles, l’album Smogmagica. Il disco contiene tral’altro Amico di ieri, il singolo estratto, e Laserium Floyd, dichiarato omaggio ai Pink Floyd. Su tutti i brani emerge la spiccata personalità di Marton, ma le sonorità rock-blues del disco non piaceranno ad una parte dei fans di vecchia data. La copertina dell’album è opera di Paul Whitehead, già autore per Genesis, Van der Graaf Generator e altri.

Le ultime vicissitudini del gruppo avevano lasciato il segno: da una parte Tagliapietra, Pagliuca e Dei Rossi volevano misurarsi come musicisti alternativi, ma dall’altra non potevano prescindere dagli interessi economici dei discografici. Il dover scendere a compromessi con chi li voleva “gruppo commerciale” sarà la causa della seconda grande crisi del gruppo, che arriverà da lì a qualche anno.

In quest’ottica è da leggersi l’idea di Pagliuca di allestire un nuovo spettacolo, chiamato “Rock-Spray”, in cui si voleva, non senza una certa dose di autoironia, prendere in giro i grandi della musica rock, anticipando quindi di quasi vent’anni certi aspetti dello ZooTv Tour degli U2. La scelta non piacque a Marton, che per questo abbandonò il gruppo dopo neanche un anno di militanza e praticamente nessuna esibizione dal vivo: negli anni a venire diventerà uno dei più apprezzati chitarristi a livello mondiale, mentre il suo posto nelle Orme verrà preso dal neanche diciannovenne Germano Serafin, anch’esso di Treviso.

Serafin debuttò al Festivalbar del 1976, al quale il gruppo partecipò con Canzone d’amore, altro pezzo destinato alle radio che ebbe un buon riscontro di vendite, toccando i primi posti della Hit Parade, grazie a ritmi e a melodie fresche, accattivanti e rockeggianti.

Sempre al 1976 risale l’incisione, a Londra, di Verità nascoste, un album in cui alcuni brani si dedicano questa volta ai pericoli delle sostanze stupefacenti. Il disco, trascinato dal singolo Regina al Troubadour, segnò in parte un ritorno al passato e riavvicinò i fan al gruppo, superando le vendite di Contrappunti e Smogmagica. Per la prima volta Reverberi non collaborò alle incisioni. La versione inglese dell’album Hidden truth’s oppure Secret truth’s, non vedrà mai la luce.

In quel periodo storico, i gusti musicali del pubblico andavano modificandosi, e l’imminente esplosione della musica punk, della new wave e della disco music avrebbe ben presto mandato in crisi la stragrande maggioranza dei gruppi progressive e dei cantautori tanto in voga fino ad allora. Il gruppo quindi annunciò che il loro nuovo disco, Storia o leggenda avrebbe rappresentato “la fine di un ciclo”.

Il periodo classicheggiante: 1979-1980

I discografici spronarono quindi i quattro ad adeguarsi alle mode in quelle che sarebbero state le future registrazioni. La reazione dei quattro fu opposta: interruppero i concerti e si concentrarono a studiare gli strumenti tipici della musica classica, per poi incidere nel 1979 Florian, dal nome del celeberrimo bar in Piazza San Marco a Venezia. Si tratta di un disco etichettabile come “Musica da camera”, che per questo ebbe meno successo commerciale dei due precedenti.

Tra i brani dell’album Fine di un viaggio è l’amara consapevolezza della fine di un’epoca nella musica. Nel ritornello Tagliapietra canta “Cambia mister Tambourine man / A me non servi più”: il mister Tamburino di Bob Dylanverrà ripreso due anni dopo in Bandiera bianca di Franco Battiato, probabile citazione di questo pezzo.

Nonostante lo scarso successo, Le Orme vollero indugiare su questo genere, ed il successivo Piccola rapsodia dell’ape (1980) non fece altro che peggiorare la situazione ed il gruppo, anche se non ufficialmente, si sciolse. Germano Serafin abbandonerà definitivamente la chitarra per il violino, e suonerà con Le Orme soltanto in un’altra occasione, la festa del ventennale (1987): scomparirà prematuramente nel 1992.

Uno scherzo del destino vorrà invece che di lì a poco il produttore artistico Giampiero Reverberi raggiungesse il successo mondiale suonando proprio musica cameristica con i Rondò Veneziano.

La svolta elettropop e la crisi: 1981-1992

Partecipazioni a Sanremo e la prima separazione

Per evitare di sparire completamente, il terzetto accettò controvoglia la proposta di una nuova major, la D.D.D., di partecipare al Festival di Sanremo 1982 con il brano Marghera, brano con sottili allusioni al degrado ambientale della periferia veneziana. Il ritornello del testo, ritenuto troppo “di protesta”, fu censurato ed il titolo all’ultimo momento divenne “Marinai”. Tony Pagliuca si indignò per questo, supplicando inutilmente i compagni di ritirarsi dalla gara; quando i tre seppero che era già stata decisa la vittoria di Riccardo Fogli, Pagliuca si ritirò da Sanremo.

Dopo la kermesse ligure il gruppo incise Venerdì, disco permeato dalle sonorità tipiche dell’epoca New Romantic, con uno spiccato ricorso all’elettronica. Tutti i brani del disco sono firmati, oltre che da Tagliapietra e Pagliuca, anche da autori esterni al gruppo. A ottobre quindi parteciparono a Premiatissima ’82, una competizione musicale televisiva della giovane emittente televisiva Canale 5.

Nel 1983 Le Orme chiudono con la D.D.D. pubblicando il singolo Rosso di sera/Sahara. Viene realizzato pure un videoclip, il primo del gruppo, in cui si vede perfino Michi Dei Rossi con un sintetizzatore in mano, il celebreCasio vl-1, invece che la batteria.

Nel 1984 Tagliapietra incise il primo disco solista, …Nella notte, al quale partecipano Dei Rossi, ma non Pagliuca, Tolo Marton e Michele Bon, futuro componente.

Il gruppo, di fatto, non esisteva più e nel 1986 ancora Ronny Torpe fece incidere illegalmente in Giappone il raro Orme Live, unica registrazione esistente del tour Rock-Spray con Germano Serafin. Visto il successo del disco nella terra del Sol Levante, poco tempo dopo uscì anche il bootleg Rarità nascoste, spesso pubblicato con il titolo C’era un volto. Nello stesso periodo il gruppo riprendeva ad esibirsi dal vivo, e veniva contattato dalla Baby Records con la proposta di tornare una seconda volta ad esibirsi sul palco del Teatro Ariston.

Nel 1987 quindi i tre parteciparono di nuovo al Festival di Sanremo con Dimmi che cos’è, che, nonostante il diciassettesimo posto su ventiquattro, venne giudicata la migliore canzone del festival da una giuria internazionale con sede a Bruxelles. Va detto che quell’anno facevano voti anche le schedine del totocalcio e ancora oggi non è chiaro come furono conteggiati quei voti. Per il tour, sfruttando la scia del Sanremo 1987 con Gianni Maser come manager, venne ingaggiato il chitarrista Ruggero Robin di Padova. Quest’ultimo lascerà poi il gruppo per entrare nel 1988 negli Area 2 di Giulio Capiozzo.

Nello stesso anno il gruppo a Mestre festeggiò il ventennale, che vedeva il ritorno, per una sera, di Galieti, Marton e Serafin, ma non di Smeraldi. La Baby Records, che aveva mandato le Orme a Sanremo, non ritenne utile far incidere loro un album.

Negli anni successivi il gruppo si esibì dal vivo con vari turnisti, tra cui Enrico Ulrich, Michele Bon e Francesco Sartori alle tastiere, e Giorgio Mantovan alle chitarre.

Era un periodo in cui il pubblico iniziava a riscoprire il rock sinfonico, anche grazie al cosiddetto filone neoprogressive. Il rilancio definitivo del gruppo passava nuovamente per la Philips, la casa discografica che negli “anni d’oro” aveva condiviso i successi delle Orme. Per il nuovo album, Orme, uscito nel 1990, furono imposte tra l’altro la supervisione artistica di Mogol e le partecipazioni di Angelo Branduardi e Mario Lavezzi. Fu realizzato anche il videoclip del brano L’universo.

Nello stesso anno, Tagliapietra apparve come ospite nel brano Nightstorm, estratto dall’album Ancient Afternoons della band new progressive Ezra Winston.

L’abbandono di Pagliuca

Le divergenze tra Tony Pagliuca e gli altri componenti erano cominciate già negli ultimi anni settanta; i problemi si erano accentuati dopo la fuga sanremese del 1982. Ormai insofferente al nuovo corso della band, il musicistaabruzzese continuò a suonare forzatamente con le Orme fino agli inizi del 1992, quando lasciò definitivamente il gruppo. Nel frattempo (1991) aveva pubblicato nel suo primo album da solista, Io chiedo, L’allontanamento di Pagliuca fu colmato con l’inserimento in pianta stabile di Michele Bon alle tastiere e Francesco Sartori al pianoforte.

Il ritorno alle origini

Per un breve periodo il gruppo scelse di cimentarsi anche con delle cover: nel 1991 parteciparono a Sapore di mare, programma televisivo in cui si esibirono con 4/3/1943 di Lucio Dalla e Generale di De Gregori. Nel nuovo spettacolo del gruppo (1993) fu fatto omaggio agli altri artisti del prog italiano e internazionale, infatti vennero inclusi anche pezzi del Banco del Mutuo Soccorso, della Premiata Forneria Marconi, dei New Trolls, di Joe Cocker, di Bob Marley, oltre a immagini e filmati per ripercorrere la storia del Rock Progressivo italiano e internazionale.

Nello stesso anno la Polygram pubblicò una costosa compilation dal titolo Antologia 1970-1980, con la rimasterizzazione in digitale dei maggiori successi del gruppo, scelti però dalla major e non dagli autori, che ebbe un discreto successo di vendite, ma non diede, però, alle Orme la possibilità di incidere un nuovo disco, nonostante fosse pronto molto materiale; sempre nel 1993 nacque a Spongano (LE) il Fanclub Nazionale, che verrà subito ufficializzato dal gruppo. Il Fan Club pubblicò per diversi anni una fanzine sul gruppo inviata a iscritti, case discografiche e agenzie di spettacolo per una tiratura di duemilacinquecento copie, e negli anni a seguire fu il punto di incontro dei fan con il gruppo e l’unica fonte ufficiale di notizie, che i canali delle grandi major non diffondevano.[4].

Nello stesso periodo sia Pagliuca che Tagliapietra pubblicarono il secondo disco solista.

La nuova trilogia

Dei Rossi e Tagliapietra nel 2001 rispettivamente con le tabla ed il sitar

Il gruppo, desideroso di poter agire senza alcuna pressione dall’alto, decise di intraprendere la strada dell’autoproduzione per i futuri album. Il primo disco di questo nuovo corso, Il fiume, uscì dopo una lunga gestazione. La Tring, etichetta indipendente a cui il gruppo si era legato, non credeva che il disco avrebbe avuto successo, e per questo chiese e ottenne dal gruppo di incidere entro il 1997 Amico di ieri, raccolta dei vecchi successi reinterpretati dal gruppo, per rifarsi delle probabili perdite. Il fiume invece vendette molto più del previsto: cinquantamila copie, nonostante la pessima distribuzione.

Nell’anno della sua uscita, il 1996, nasce un altro Fan Club in quel di Ventimiglia ad opera di Gian Piero Trifirò, grazie al quale Le Orme stabilivano un altro record diventando il primo gruppo musicale italiano ad avere un proprio sito internet[5], scoprendo di avere fan in tutto il mondo. Il nuovo club mette a disposizione dei fan materiale filmato e fonografico inedito, a pagamento, che susciterà le ire del gruppo, che disconoscerà il club e il suo fondatore, diffidandolo dal continuare nell’attività avviata. Ma, fortunatamente o sfortunatamente, molto materiale inedito è arrivato nelle case di molti fan, e di questo, in un certo qual modo, bisogna dare atto al fondatore, anche se i metodi non sono stati i più ortodossi. A dimostrazione della ritrovata popolarità, il gruppo fu invitato a tornare a Los Angeles vent’anni dopo per partecipare al celebre ProgFest, unico gruppo italiano, il 23 maggio 1997. In seguito suoneranno ancora altre volte in America, in particolare a San Francisco, Quebec City (Prog East), Città del Messico (Mex Prog), Mexicali (Baja Prog Fest), Buenos Aires, Rio de Janeiro (Rarf Prog Fest), Macaè e Chihuahua.

Nel 1998 Francesco Sartori, autore della celeberrima Con te partirò di Andrea Bocelli, lasciò il gruppo per entrare definitivamente nella Sugar, casa discografica diCaterina Caselli. Lo sostituì il pianista e violinista Andrea Bassato, proveniente dai Mysia.

Michi Dei Rossi in concerto nel 2001

Nel 2001 e nel 2004 uscirono quelli che attualmente sono gli ultimi due album in studio del gruppo, Elementi e L’infinito: entrambi sono concept album che, insieme a Il fiume, formano una trilogia sul rapporto tra l’uomo e la natura. Musicalmente parlando rappresentano un ritorno al suono progressive degli anni settanta con una ventata di sonorità orientali grazie all’ausilio del sitar, strumento che Aldo Tagliapietra ha cominciato a suonare nel 1994 e del quale ha poi scritto un pregevole metodo di studio, non ancora pubblicato.

Gli ultimi anni

Nel 2005 Le Orme partecipano al Near Fest di Bethlehem, in Pennsylvania: dalla registrazione di questo concerto è stato ricavato il primo DVD del gruppo, Live in Pennsylvania, uscito nel gennaio 2008.

Nel gennaio del 2006, esce un libro interamente dedicato al gruppo: Le Orme Storia o leggenda di Gian Piero Trifirò, non distribuito nei canali delle librerie, ma privatamente, ricco di notizie prese soprattutto da raccolte di articoli di varie riviste, musicali e non, degli anni precedenti e con molti errori ortografici e lessicali. Sicuramente di livello più alto e denso di notizie cronologicamente inserite con appropriato linguaggio, il libro sul gruppo: Le Orme: il mito, la storia, la leggenda di Oronzo Balzano, pubblicato dall’Editrice Bastogi, ISBN 88-8185-944-0.

Nel 2007, presso il locale SonnyBoy di San Vendemiano, in provincia di Treviso, Le Orme danno vita ad un Fan Club Ufficiale, interessandosi personalmente di ogni iniziativa.

La tournée 2008 del gruppo è iniziata a gennaio ma senza Bassato, uscito dal gruppo: Le Orme sono tornate ad essere un trio. Nonostante le difficoltà causate dalla defezione, il gruppo ritrova per l’ennesima volta lo slancio e la motivazione per ripartire: è in programma la registrazione di un album. L’anno viene concluso in tournée insieme a Tolo Marton, che collabora alla tournée del gruppo come ospite speciale. Aldo Tagliapietra pubblica il suo lavoro solista Il viaggio.

Il 27 febbraio del 2009 il gruppo ritorna in tournée con la prima data a Pescara ancora in formazione a tre elementi, ma è già ufficiale che, a partire da maggio, un quarto elemento, il bassista/chitarrista Fabio Trentini, li affiancherà sul palco. Il gruppo promette di riproporre brani assenti da molti anni dal loro repertorio dal vivo.

La scissione

Alla fine del 2009, al termine di un’importante tournee in Canada, Aldo sospende la sua attività con Michi dei Rossi e con gli altri componenti. Chiede, per le vie legali, ma senza ottenerlo, che i componenti rimasti rinuncino ad usare il marchio Le Orme.

Alla fine del 2009, al termine di un’importante tournée in Canada, Aldo sospende la sua attività con Michi dei Rossi e con gli altri componenti. Chiede, per le vie legali, ma senza ottenerlo, che i componenti rimasti rinuncino ad usare il marchio Le Orme. Il gruppo composto da Michi, Michele e Fabio decide di continuare e organizza una formazione estesa che comprende anche Jimmy Spitaleri (Metamorfosi) alla voce, William Dotto alla chitarra, Federico Gava al pianoforte (fonte da leorme-officialfanclub.com). Così composta, questa formazione intraprende un fortunato e acclamato tour estivo, al termine del quale pubblica, tramite il Fan Club Ufficiale, il cd “Progfiles – Live in Rome”[5].

Nel frattempo – siamo ormai giunti al settembre del 2010 – Tagliapietra riallaccia i rapporti con Tony Pagliuca e, con la partecipazione di Tolo Marton (che aveva fatto parte del gruppo nell’album Smogmagica) e di un batterista aggiunto, si presenta al Prog Exhibition, importante Festival svoltosi il 5-6 novembre a Roma per il quarantennale della musica progressiva in Italia. Il successo di pubblico induce il trio a sviluppare l’iniziativa: i tre, pertanto, dichiarano di voler proseguire la collaborazione e annunciano un tour di poche ma intense date, che riscuoterà grande successo di pubblico. Non potendo usare il nome storico del gruppo, i tre si presentano soltanto con i loro nomi: Tagliapietra Pagliuca Marton.

Il 21 marzo 2011, presso l’Hard Rock Café di Roma, Le Orme, rappresentate da Michi Dei Rossi e Jimmy Spitaleri, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, tengono una conferenza stampa nel corso della quale presentano il nuovo lavoro discografico, intitolato La via della seta, con testi di Maurizio Monti (autore, tra gli altri, dei brani “Pazza Idea” e “Amore” rispettivamente portati al successo da Patty Pravo e dalla coppia Mina/Cocciante)[5]. Nei due giorni successivi, la band presenta il nuovo album dal vivo nella prestigiosa sede della “Casa del Jazz” a Roma, con tre concerti gratuiti che fanno il tutto esaurito. Segue un tour teatrale che termina il 25 aprile a Venezia.

Nel dicembre del 2011, Federico Gava lascia il gruppo che non lo sostituisce. Nel corso del 2012 la band suona più volte insieme al Banco del Mutuo Soccorso che festeggia il suo quarantennale, e partecipa a Tokio presso il Club Città all’ Italian Progressive Rock Festival (27/20 aprile 2012) [6] assieme ai Pooh, ai New Trolls-UT, ai Formula 3 ed alla Locanda delle Fate.

Agli inizi di novembre del 2012 Jimmy Spitaleri annuncia di lasciare la band per continuare i suoi progetti futuri con i Metamorfosi, gruppo progressivo di cui si è sempre sentito parte integrante (tali progetti comprendono la realizzazione di un nuovo lavoro discografico ed una tournée). Contemporaneamente, anche William Dotto fuoriesce dalla band che, quindi, diventa nuovamente un trio, con le parti vocali interamente sostenute da Trentini.

Condividi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>